Posa del Parquet – Come Fare

Dopo avere acquistato il parquet la fase successiva è quella della posa nell’ambiente scelto. Tuttavia prima di iniziare tale operazione bisogna verificare che il sottofondo sia perfettamente piano e compatto, a una quota corretta rispetto al piano di calpestio, e sia pulito e asciutto. Infatti un piano umido è nocivo per il legno, perciò se il sottofondo è in cemento, di norma bisogna lasciar passare fino a due mesi prima di posarlo.

Il parquet tradizionale in massello può essere incollato ma anche inchiodato se le doghe hanno uno spessore di almeno 20 mm. In questo caso le doghe, caratterizzate da una lavorazione maschio-femmina, sono prima incastrate tra loro e poi inchiodate.

parquet

Il parquet prefinito può essere incollato, oppure viene posato con la tecnica flottante o galleggiante. Ciò è l’ideale per i listoni più grandi che, incastrati tra loro, poggiano su un materassino alto 2-3 mm con lo scopo di recuperare eventuali irregolarità del sottofondo e di migliorare l’isolamento acustico. Sempre per quanto riguarda le precauzioni da adottare prima di posare il parquet ecco alcuni consigli. Il parquet ancora sigillato deve essere conservato con l’imballo integro e in ambienti asciutti, ed uscirlo solo all’atto della posa. L’umidità ambientale dev’essere tra il 46 e il 60 per cento e la temperatura non inferiore a 10 °C. Se la posa avviene su pavimenti riscaldanti, le serpentine devono essere coperte da almeno 3 cm di massetto.

Il parquet può essere posato secondo diverse geometrie scelte in base ai propri gusti, al tipo di casa (d’epoca, moderna, grande, piccola, con pianta regolare o irregolare).
Ecco elencate le maggiori qui di seguito

Parquet a spina di pesce

In questo schema i listelli vengono accostati tra loro secondo file parallele e in modo che la testa di uno sia accostata al fianco dell’altro, formando un angolo di 90°. Si può posare in due modi: diritta, a partire dal centro della stanza, e in diagonale, in modo che la spina corra a partire dalla porta. In quella a diagonale la direzione è data dalla linea immaginaria rispetto alla quale vengono posati i listelli. Occorre procedere con attenzione per ottenere un disegno regolare. Questo spiega perché sono necessari tempi di lavorazione lunghi che comportano un costo maggiore delle altre geometrie. Gli ambienti più adatti a questa posa sono quelli di grandi dimensioni, dal momento che questo tipo di disegno tende a ridurre visivamente le dimensioni della stanza.Per ottenere un effetto decorativo migliore si possono accostare legni di diversi tipi e colori, oppure giocare sulle tonalità e le sfumature di una stessa essenza.

Parquet a tolda di nave o a cassero irregolare

Il singolo elemento di parquet, (possono essere anche di lunghezze diverse tra loro), viene posato nella dimensione della lunghezza. Si deve fare in modo che le giunzioni di testa risultino irregolari. La posa a tolda di nave può essere effettuata diagonale oppure parallela alle pareti della stanza. Il risultato è diverso: nella posa diagonale, per effetto ottico, una stanza piccola può sembrare più ampia; nella posa parallela, invece, si riproporziona visivamente un locale lungo e stretto.

Parquet a cassero regolare

Gli elementi di legno vanno posati dal punto di vista della lunghezza, sfalsati uno rispetto all’altro, ma in modo uniforme. Le giunzioni di testa, infatti, vengono posate nella stessa mezzeria o comunque in posizione regolare rispetto agli elementi delle file accanto.
Anche nel caso della posa a cassero regolare, il motivo può essere realizzato parallelo alle pareti oppure può seguire la diagonale della stanza. Nel caso della posa in parallelo la posizione deve essere possibilmente trasversale rispetto alla fonte di luce: così i giunti si notano meno.
In entrambi i tipi di disegno possono essere necessari tempi più lunghi rispetto a quelli richiesti per la geometria di posa a tolda di nave. per correggere la forma della stanza. Infatti il risultato sarà un disegno uniforme, e quindi questo tipo di posa è adatto ad ambienti dalla forma irregolare.

Parquet con fascia e bindello

Questo disegno si realizza con il perimetro costituito dalla posa differente a quella della zona centrale, che rimane predominante. Per sottolineare la differenza tra le due zone e facilitare il raccordo, si utilizzano listelli di legno denominati bindelli. Per ottenere un contrasto cromatico questi possono essere di un’essenza differente rispetto agli altri elementi. I bindelli si utilizzano anche per raccordare i rivestimenti di materiale diverso delle varie stanze, come legno e ceramica.

Parquet a mosaico

Per comporre questo tipo di disegno vengono utilizzate lamelle di legno, chiamate anche lamaparquet. I lamaparquet sono degli elementi in legno massello a forma di parallelepipedo con fianchi e teste leggermente inclinati per facilitare l’assemblaggio. Di solito sono spesse circa 1O mm, larghe 55-65 mm e lunghe 250-300 mm e si accostano 5 o 6 elementi per ottenere un quadrato. Questo tipo di disposizione viene utilizzata il più delle volte per rivestire i pavimenti delle camere da letto.

Parquet a quadri

In questo schema gli elementi vengono assemblati in modo da creare un quadrato. Gli elementi lignei possono essere posti paralleli alla parete della stanza, alternando elementi con il lato lungo in orizzonale ad altri in verticale, oppure essere posti in senso diagonale. La geometria a quadri può essere anche associata anche allo schema a fascia e bindello, che costituisce la finitura dell’area perimetrale della pavimentazione. Questa finitura per esaltare i contrasti è talvolta formata da elementi di legno di geometrie diverse (la fascia) rispetto a quella predominante (il campo).

Parquet a intarsio

Per rendere ancora più prezioso il parquet si possono applicare moduli decorativi a intarsio. Si tratta di disegni classici, che possono essere ottenuti con diverse essenze. Possiamo avere anche modelli differenti: le formelle a base quadrata, usate per pavimentazioni a tutto campo, oppure i decori per ornamenti centrali o perimetrali. Le due tipologie possono coesistere. Possono essere posati flottanti oppure incollati. In quest’ultimo caso occorrerà lamarli e lucidarti al momento della posa. I motivi più usati sono la rosa dei venti e i “riquadri Versailles”, che riprendono i disegni delle pavimentazioni della storica reggia.

La levigazione su un pavimento stratificato prefinito

La levigatura asporta, oltre alla vernice, circa mezzo millimetro di legno. Nonostante ciò si può levigare un pavimento stratificato prefinito. A maggior ragione la levigatura permette di livellare il pavimento formato da listelli massicci, asportando talvolta un buon strato di legno e lasciando alla fine uno spessore utile di 7 mm. In ogni caso, considerando che un parquet può essere levigato 2-3 volte, anche il prefinito può tollerare più di una levigatura.

Una volta terminata la posa, è importante effettuare la pulizia del parquet. Per i dettagli su questa operazione è possibile fare riferimento a questo articolo pubblicato sul blog Comepulire.net.

Il parquet si può applicare un un pavimento già presente, sempre che si elimini tutta la polvere. Le piastrelle esistenti di un pavimento vanno prima adeguatamente sgrassate con una soluzione di acido muriatico, poi risciacquate con cura, infine ben asciugate. La moquette tuttavia, deve essere tolta come i residui di colla, in modo tale da lasciare il piano perfettamente pulito.


Talea di Fuchsia – Come Fare

Tra le piante a fioritura estiva trovano un posto di primo piano per la loro bellezza sicuramente le Fuchsia. Con i loro fiori delicati a forma di campana aggiungono una nota di colore e di delicatezza nei giardini e nei terrazzi soprattutto nelle posizioni semiombreggiate. Di fuchsia c’e’ ne sono di vario tipo, a fiore semplice, doppio e con colorazioni svariate che vanno dal bianco al rosso fino al viola, con sfumature e combinazioni diverse e molto ornamentali, nonche’ varieta’ a fogliame variegato.

Potere incrementare il numero delle proprie piante partendo da quelle esistewnti e’ un’idea che a molti non dispiace, sapere che con le Fuchsia questo e’ estremamente semplice e richiede pochi mezzi puo’ risultare molto interessante. Poter disporre di un numero maggiore di piante offre la possibilita’ di incrementare la fioritura nel giardino o nel terrazzo, ma anche la possibilita’ di sostituire con poca spesa le piante ormai troppo vecchie, danneggiate o malate.

Scegliere dalla pianta madre un ramo sano e non fiorifero lungo circa 8-10 cm, il ramo da tagliare deve avere tre coppie di foglie, quindi con una forbice ben affilata tagliare la porzione di ramo alla sua base

Con un coltellino affilato rimuovere le prime due paia di foglie piu’ basse. Tagliare ancora il rametto ancora poco sotto il nodo lasciato dalla piu’ alta coppia di foglie eliminate

Mettere la base di ogni talea a contato con degli ormoni radicanti, inserire le talee in vasetti del diametro di 9 cm riempiti con terriccio leggero, 5 alla volta in ogni vaso, pressare e annaffiare

Coprire i vasetti con un sacchetto di plastica trasparente, evitando che le foglie siano a contatto, a cui farete dei buchi, fermarlo al vaso con un elastico, riporre il vaso alla luce ma non al sole

Quando avranno radicato trapiantatele molto delicatamente ognuna in un vaso di 9 cm di diametro, pressate con delicatezza e annaffiate

Collocate i vasi al riparo dal sole, e in inverno proteggete le piante dal freddo, in primavera potranno essere poste a dimora dove fioriranno


Come Scegliere Scarpe da Calcetto

Il calcio è uno degli sport più amati e diffusi in tutto il Mondo. Per praticarlo, poi, non occorre che un pallone e qualche amico per passare un pò di tempo divertendosi e facendo un pò di sana attività fisica. Tuttavia, quando si giocano delle partite vere e proprie è necessaria un’attrezzatura adeguata e tra gli elementi indispensabili non possono assolutamente mancare le scarpe adatte. Le calzature da calcio, o da calcetto, devono essere infatti scelte in base ad alcuni criteri ed è necessario affidarsi ad un prodotto di qualità perchèle scarpe influiscono sulla salute di tendini ed articolazioni, fortemente sollecitate durante il gioco.

La differenza tra scarpe da calcetto e scarpe da calcio

In commercio vi sono differenti tipologie di scarpe appositamente ideate per giocare a calcio, ma anche se a prima vista sono molte le similitudini, vi è una grossa differenza tra i vari modelli che si differenziano l’uno dell’altro proprio per alcune specifiche caratteristiche.

Prima di tutto, è necessario dividere queste calzature in due grandi categoria, una ad-hoc per il calcio tradizionale, praticato in 11 giocatori e solitamente su campi in erba, e l’altra dedicata invece al calcetto, la versione “ridotta” del gioco tradizionale, con squadre da 5 giocatori e campi con rivestimento sintetico. Le prime, le scarpe da calcio, sono solitamente più pesanti e dotate di tacchetti di grossa dimensione, spesso in ferro, indicati per far presa sul manto erboso ed il terreno morbido dei campi tradizionali oltre che progettati apposta per evitare il rischio di scivolamenti. Inoltre, questi modelli, sono realizzati in modo tale da essere maggiormente resistenti e capaci di durare nel tempo anche se messi a dura prova da acqua, fango ed urti. Proprio per questo motivo, le varie calzature possono ancora avere caratteristiche diverse in base al tipo di terreno di gioco ed alle condizioni climatiche. Tra i vari modelli, è possibile trovare anche alcune scarpe da calcio con tacchetti staccabili per personalizzare la loro dispozione e la loro quantità. Destinato spesso per un uso semi-professionistico, le scarpe da calcio hanno molte volte una tomaia in pelle, che le rende più confortevoli anche per lunghe partite ed un utilizzo frequente, adatto ad allenamenti e partite.

Le scarpe da calcetto, invece, a prima vista, sono diverse da quelle da calcio sopratutto per la struttura, quantità e dimensioni dei tacchetti. Infatti, sulla loro suola sono presenti un numero maggiore di tacchetti, di piccola grandezza e realizzati solitamente in materiale plastico perchè verrano utilizzate su superfici sintetiche, meno sdrucciolevoli dei campi in erba. Dai classici modelli semplici ed in pelle nera, calzati anche ai piedi dei calciatori che hanno fatto la storia di questo sport, si è passati ora a scarpe da calcetto particolarmente curate non solo sotto l’aspetto tecnico, ma anche per il loro design che spesso adottano colori sgargianti.

Caratteristiche

Scegliere la calzatura adatta è di fondamentale importanza per salvaguardare la salute ed il buono stato delle articolazioni, ma anche di tendini, muscoli e legamenti che sono sollecitati durante le azioni di gioco, ma che risentono anche dell’impatto sul terreno. Per valutare le qualità delle scarpe per il calcetto è quindi importante valutare alcune caratteristiche peculiari che possono fare la differenza tra un modello e l’altro. I tacchetti, delle protuberanze collocate sulla suola per garantire la giusta aderenza sul campo, sono presenti anche nelle scarpe da calcetto, ma in maggiore quantità e di dimensioni ridotte. In media su una suola ne vengono collocati circa 12/15 e quelli più comuni, destinati sopratutto a superfici dure, sono in gomma e in base alla loro durezza permettono di ammortizzare il peso sul terreno evitando il rischio di pericolose scivolate. Vi sono però anche tacchetti in poliuretano che possono essere utilizzati su tutte le tipologie di campi, dotati di minore capacità di ammortizzazione, ma decisamente più stabili e destinati ad un maggiore utilizzo.

La tomaia è un elemento molto importante capace di determinare il comfort delle scarpe. Dai primi modelli, interamente in pelle, si è passati anche a scarpe più recenti che montano una tomaia in pelle sintetica che in alcuni casi è di buona qualità ed ottima per essere impiegata anche a livello professionale. Il principale difetto del materiale sintetico, sicuramente più semplice da pulire e comodo da mantenere, è la scarsa sensibilità al tocco della palla, risolto però nei modelli di buona qualità e più recenti, ma anche relizzando in pelle naturale solo la punta, la parte a contatto con la palla. La pelle, però, rende la scarpa sicuramente più comoda, anche perchè può adattarsi al piede, ma richiede molta cura dopo l’utilizzo.

La resistenza delle scarpe è anche un altro fattore da valutare e sono da preferire quei modelli di scarpa da calcetto dotati di particolari rinforzi posizionati nei punti più critici sottoposti a maggiori sollecitazioni. La modalità di allaccio può influire sulla sensibilità e sul tiro e, per questo, alcune scarpette hanno i lacci posizionati lateralemente o di dimensioni più piccole. Non ultimo, poi, è anche l’estetica e oggi vi sono davvero modelli adatti a soddisfare tutti i gusti.

Cura e manutenzione scarpe calcetto

Non basta scegliere un prodotto di qualità per assicurarsi una lunga durata nel tempo, ma poichè le scarpe vengono a contatto con agenti esterni e sono sottopose a varie sollecitazioni, vanno anche curate, pulite e riposte con grande attenzione. Tra calci, acqua, terra e varie azioni di gioco le calzature sono sempre in primo piano e ciò influisce sulle loro condizioni per cui, una volta usciti dallo spogliatoio bisognerà dedicare qualche minuto e seguire delle semplici indicazioni per minimizzare l’usura e preservarne la durata.

Se si tratta di modelli di scarpe da calcetto con tomaia in pelle, o mista, dopo l’utilizzo vanno immediatamente pulite con acqua tiepida o calda e strofinate delicatamente con una spugnetta o un panno morbido. Successivamente, invece, è preferibile sciogliere i lacci, distendere la tomaia inserendo della carta di giornale e procedere a cospargere la scarpa con appositi prodotti, come il grasso per scarpe, che le rende idropellenti, e lasciare asciugare all’aria. I modelli in materiale sintetico, invece, sono più semplici da pulire e mantenere e basta detergerli con un pò d’acqua per eliminare i vari residui. Un panno, una spugna o una carta di giornale va passata poi sulla suola, tra i tacchetti, per eliminare presenza di terra, fango ed altri detriti. Se si possiedono scarpe con tacchetti mobili è necessario svitarli, facendo attenzione a non danneggiare il supporto in ferro, pulirli e soffermarsi anche sul loro alloggiamento.

Le scarpe possono essere messe ad aciugare al sole o in direzione di una fonte di calore, ma non troppo vicino per evitare che la tomaia possa danneggiarsi o indurirsi eccessivamente. Anche nel caso in cui si utilizzano le scarpe da calcetto solo occasionalmente è necessario prestare cura alla loro pulizia e manutenzione per evitare problemi durante il gioco. I tacchetti devono essere liberi da incrostazioni e residui per garantire la giusta presa sul terreno, la tomaia deve essere morbida ed elastica per garantire comodità e sensibilità, ed i lacci devono invece essere in buono stato per evitare allargamenti e rotture improvvisi e vanno controllati ed eventualmente sostituiti all’occorrenza.

Vendita consigliata

Le scarpette da calcetto sono tra gli accessori indispensabili che ogni calciatore, anche se solo uno sportivo “della domenica”, deve avere nel suo guardaroba. Capaci di influire sulle performance durante il gioco, influenzano pesantemente anche lo stato delle articolazioni, sopratutto di caviglia e ginocchio e per questo motivo vanno scelte con molta attenzione. Bisogna infatti trovare un prodotto adatto alle proprie esigenze e di buona qualità. Sul mercato vi sono modelli estremamente semplici, ma anche scarpe che hanno caratteristiche particolari conferite dagli ultime scoperte in campo tecnologico. Alcune, infatti, sono dotate di complessi sistemi di allaccio e ammortizzazione.

Per acquistare la scarpa da calcetto è consigliabile preferire la vendita in negozi specializzati, come punti vendita di articoli sportivi o accessori per lo sport: qui, infatti, non solo si potrà contare sul’esperienza del personale addetto, ma anche valutare dal vivo i modelli e toccare con mano tomaia, tacchetti e suola. La prova delle scarpa è fondamentale per scegliere il numero adatto e valutare il comfort. Sopratutto nelle grandi città, poi, vi sono anche negozi specializzati nella vendita di accessori per il calcio ed il calcetto destinati esclusivamente ad un utilizzo professionale.

L’acquisto su Internet comporta proprio lo svantaggio di non poter visionare con i propri occhi i prodotti, ma permette di trovare una più ampia gamma di modelli, a volte anche scarpe da calcetto personalizzate o personalizzabili, proposte a prezzi speciali. Prima di procedere all’acquisto si possono verificare le caratteristiche tramite le schede descrittive e le immagini ed alcuni siti permettono poi di effettuare comparazioni tra i vari modelli. Per scegliere la misura adatta, oltre che basarsi sulla propria esperienza, si possono consultare le tabelle che spesso, direttamente on-line, consentono di individuare il numero giusto anche in base alle varie marche. Anche su Internet è possibile trovare siti di e-commerce specializzati esclusivamente in calzature sportive o da calcio ed è possibile consultare il catalogo e richiedere informazioni direttamente tramite il numero verde. Il consiglio è quello di procedere all’acquisto di scarpe da calcetto online solo se si ha già abbastanza pratica nella scelta delle scarpette, ma se si tratta delle prime volte, o per esigenze specifiche, è sempre da preferire il negozio tradizionale.

Marche delle migliori scarpe da calcetto

Le scarpe da calcio sono nate nel 1985 grazie alla realizzazione delle prime suole in caucciù, ma hanno conosciuto una maggiore diffusione solo a partire dalle Olimpiadi del 1896. I primi modelli, ovviamente, erano destinati escluisivamente al calcio tradizionale, ma poi, con l’evoluzione del gioco a cinque giocatori, sono stati realizzati anche i modelli per il calcetto. Attualmente sul mercato si trova un’ampia scelta di modelli, differenti per marche, caratteristiche e prezzo, ma affidarsi alle aziende più famose del settore significa acquistare prodotti di qualità e le migliori scarpe da calcetto.

Adidas. L’azienda è da sempre leader nel settore delle calzature per il calcio ed è possibile trovare in catalogo modelli semplici, ma anche evoluti come il “Predator”, destinato ad un pubblico di professionisti. Tante le versioni, decorate con il classico fiore o le tradizionali strisce, proposti in differenti colori. Le scarpe più innovative, poi, sono state indossate anche da calciatori famosi, come ad esempio David Beckham che ne è diventato testimonial.

Diadora. Azienda italiana oggi affermata nel campo degli articolo sportivi, nasce come laboratorio artigianale per la realizzazione di scarpe per la montagna, ma ben presto arriva a produrre vari articoli per ciclismo, corsa e naturalmente calcio. I modelli proposti sono sicuri ed affidabili, ma anche particolarmente curati sotto l’aspetto estetico. Come le altre aziende, anche la Diadora annovera personaggi come Totti ed altri tra i testimonial. Molte scarpette da calcio supportano nuove e particolari tecnologie che consentono prestazioni elevate e includono sistemi di ammortizzazione o l’esecuzione perfetta di alcuni movimenti come Flex Rotax, il sistema che consente di effettuare una flessione del piede completa per tiri più precisi. Un vero tocco di classe per chi desidera una tra le migliori scarpe da calcetto.


Il Terreno – Caratteristiche Principali

Il terreno che noi vediamo altro non e’ che il risultato dell’azione che hanno avuto sulle rocce vento, acqua, terremoti in milioni di anni. Quest’opera di disgregazione viene poi continuata anche da molti organismi vegetali, come i muschi, o i funghi che insinuano le loro radici, sminuzzano le particelle piu’ grossolane o le disgregano per azione chimica.

Il terreno quindi e’ la risultanza di azioni fisiche, chimiche e biologiche.

Se riuscissimo a tagliare verticalmente il terreno, prima o poi (e questa distanza puo’ variare notevolmente) si raggiungerebbe uno strato durissimo costituito da roccia, in tutto il suo profilo pero’ il terreno presenta diverse caratteristiche, diciamo che per la coltivazione delle piante non interessa che una piccola parte di questo profilo che puo’ variabilmente raggiungere i 60-90 cm, tutto cio’ che sta ancora piu’ giu’ ha un’importanza relativa e indiretta.

Risulta essere in questa parte superficiale di terreno che si svolgono le lavorazioni, che le radici trovano il massimo sviluppo e i piu’ elevati scambi gassosi e assorbimento di sostanze nutrienti, e’ evidente pero’ che gli strati piu’ bassi seppur difficilmente raggiunti dalle piante influenzano molto la parte superficiale.

Come avremo modo di vedere il terreno e’ costituito da particelle piu’ o meno piccole, ma non e’ certo qualcosa di inerte al suo interno intervengono numerosi organismi, e processi chimici che lo rendono attivo e modificabile.

caratteristiche fisiche

Fondamentalmente si tiene conto di tre caratteristiche principali:
le dimensioni delle particelle che costituiscono il terreno (detta tessitura)
il rapporto che c’e’ tra il volume totale del terreno e gli spazi vuoti presenti tra una particella e l’altra (detta porosita’)
il modo, ossia la disposizione, in cui sono aggregate le particelle di terreno (detta struttura)

Sono questi tre fattori a influire sulle caratteristiche fisiche e a dare un significato ai diversi tipi di terreno di cui spesso si parla (ad esempio, terreno sciolto, terreno argilloso, terreno compatto, ecc.).

Risulta essere facilmente intuibile quindi che in base alla tessitura se avremo particelle piu’ o meno fini ci troveremo di fronte a terreni piu’ o meno argillosi, e conseguentemente piu’ o meno impermeabili.

Particelle grosse sono tipiche di un terreno sabbioso le cui caratteristiche sono permeabilita’ e scioltezza, va detto pero’ che particelle molto grosse (fino ai 2 mm oltre si parla di ghiaia e massi) denotano un terreno spesso arido fino alla completa sterilita’. Particelle piu’ fine (con diametri minori di 0.002mm) denotano un terreno argilloso che puo’ essere anche molto impermeabile e compatto. Il limo ha caratteristiche intermedie.

La presenza di particelle sabbiose e particelle argillose conferiscono al terreno una buona composizione, e si parla pertanto di terreni di medio impasto.

acqua e aria nel terreno

L’acqua che e’ presente nel terreno o che vi circola, arricchita da sostanze minerali disciolte viene comunemente detta soluzione circolante, riveste un’enorme importanza perche’ influenza l’assorbimento dei minerali da parte delle piante, ne rappresenta la fonte primaria di sussistenza e in piu’ interviene nell’equilibrio di tutta la presenza di microorganismi.

La minore o maggiore presenza di acqua assume valori e denominazioni diverse che interessano piu’ il campo agrario che giardinieristico, cio’ che e’ bene sapere che esiste un livello oltre il quale, pur essendo ancora presente acqua nel terreno, le piante non sono in grado di assorbirla con l’evidente manifestazione di appassimento.

Parlando prima della struttura del terreno si e’ visto come siano presenti, all’interno di questo, spazi vuoti, nei quali o c’e’ acqua o c’e’ aria, e quindi ossigeno, e la sua presenza e’ molto importante per lo sviluppo radicale delle piante e per i numerosi organismi presenti nel suolo.


Soluzione Circolante – In Cosa Consiste

Quando si esegue una concimazione non si fa altro che apportare nel terreno delle sostanze utilizzate dalle piante, una volta arrivate li queste si sciolgono in quella che viene definita tecnicamente la soluzione circolante, che altro non e’ che la presenza liquida in un terreno in cui sono disciolte delle sostanze tra cui, appunto, quelle nutritive.

Sarebbe tuttavia errato pensare che apportare sostanze fertilizzanti sia sufficente per garantire la fertilita’ al terreno, e’ necessario invece che siano presenti e in equilibrio tra loro anche dei microorganismi capaci di modificare e rendere meglio disponibili le sostanze nutritive alle piante nonche’ (come gia’ visto) una buona composizione fisica del terreno.

la reazione del terreno

Si parla spesso di piante acidofile, terreni acidi o alcalini, ecc. non c’e’ necessita’ di approfondire dal punto di vista strettamente chimico il significato di queste espressioni, basta sapere che l’acidita’ o all’opposto l’alcalinita’ di un terreno e’ data dalle sostanze che vi sono presenti che quando entrano a contatto con l’acqua vanno a costituire una soluzione che sulla base di alcune caratteristiche chimiche imprime al terreno caratteristiche di acidita’ o alcalinita’. Responsabili di questo sono gli ioni, ad esempio il succo del limone e’ costituito, per lo piu’, da acido citrico e acqua, si crea per l’appunto una soluzione in cui, per dei meccanismi chimici, l’acido citrico libera degli ioni che danno alla soluzione una reazione acida. Per convenzione questa minore o maggiore acidita’ si misura con una scala detta del PH e che va da 1 (acido) a 14 (alcalino o basico), ad un valore di 7 si parla di ambiente neutro.

Quindi sono acidofile quelle piante che prediligono un terreno con valori di PH inferiori a 6.0. La maggior parte delle piante vivono bene in condizioni di PH tra 6.0 e 8.0.

In base al tipo di terreno, e in base alle piante che si vogliono coltivare e’ possibbile correggere il PH se necessario, apportando sostanze adatte e controllando le concimazioni. In linea generale grosse modifiche alla chimica del terreno sono giustificate in campo agricolo o in situazioni estreme, in altri casi meglio intervenire con concimazioni adatte o sostituendo parte del terreno con terriccio idoneo, o meglio scegliendo piante adatte al tipo di terreno posseduto (questi saranno argomenti trattati in seguito).

potere assorbente e capacita’ di scambio

Spesso, si legge nei testi, parlando di concimazioni, o nella normali pratiche colturali si parla di concimazioni da effettuarsi prima della messa a dimora di piante o della semina, e di concimazioni successive distinguendo quali sostanze immettere. In generale si apporta fosforo e potassio nelle normali lavorazioni pre impianto, e azoto quando sono presenti le piante. Il motivo fondamentale sta nella particolare capacita’ del terreno di trattenere al suo interno alcune sostanze piuttosto di altre si parla cioe’ di potere assorbente, che e’ strettamente legato alla capacita’ di scambio ossia alla capacita’ che hanno le particelle di terreno di sostituire alcune sostanze con altre trattenute in precedenza. Questo significa che, ad esempio, la particella di terreno trattiene una certa sostanza se tale particella entra in contatto con un’altra sostanza che ha maggiore capacita’ di essere trattenuta, questa sostituira’ la prima.

Si tratta come si puo’ capire di meccanismi complessi che richiedono una buona conoscenza di base, ma che di fatto hanno una utilita’ molto piu’ pratica che puo’ fare a meno di approfondimenti inutili e complicati.