Esercizi per Fianchi e Pancia

Oggi vogliamo proporvi i migliori esercizi per ottenere finalmente la pancia piatta che avete sempre desiderato. Naturalmente, come vi ho spesso ricordato, per ottenere davvero dei buoni risultati è importante fare sport con la giusta costanza e regolarità, e mangiare bene, evitando cibi grassi, calorie inutili, bevande ipercaloriche e zuccherate (come ad esempio gli alcolici e le bevande gassate) e così via.

Detto questo, esistono naturalmente degli esercizi che vi permetteranno di rassodare fianchi e pancia in maniera efficace. Eccone 10 per voi.

Tutti gli esercizi possono essere fatti in casa, basta un tappetino da palestra, che però deve essere scelto nel modo giusto, non troppo morbido per questo tipo di attività. Per dettagli maggiori consigliamo questa guida sui tappeti da palestra presente sul sito Glisportivi.net.

Esercizio 1, prendete un tappetino e inginocchiatevi mantenendo la schiena dritta. Quindi, tenete un pallone con le braccia stese e, eseguendo una torsione del busto, ruotate prima a destra o poi a sinistra. Ripetete il momento 30 volte per tre serie.
Esercizio 2, coricatevi a terra in posizione supina con le gambe piegate ed i piedi poggiati al pavimento. Quindi, portate le braccia distese lungo i fianchi. Toccate la caviglia destra con la mano destra, risalite e ripetete il movimento dall’altra parte.
Esercizio 3, mettetevi in ginocchio a terra e stendete la gamba destra di lato. Quindi, portate le braccia verso l’alto, e da questa posizione flettete il busto dal lato della gamba stesa. Ripetete il movimento 20 volte per tre serie per ciascun lato.
Esercizio 4, coricatevi a terra su un fianco, testa poggiata sul braccio flesso. Sollevate la gamba stesa verso l’alto con un movimento lento e riscendete. Eseguite l’esercizio 20 volte per 3 serie per ciascuna gamba.
Esercizio 5, un altro esercizio ottimo per dimagrire i fianchi e la pancia (e naturalmente anche le gambe) è quello degli affondi. Mettetevi in posizione eretta, gambe leggermente divaricate, mani sui fianchi, schiena dritta. Quindi, fate un passo verso avanti e piegatevi formando con il ginocchio un angolo retto. Tornate alla posizione di partenza e ripetete l’esercizio con l’altra gamba.
Esercizio 6, questo esercizio sarà utile per avere una pancia piatta. Sdraiatevi a terra in posizione supina. Le gambe saranno piegate ed i piedi poggiati al pavimento. Le braccia saranno portate dietro la nuca. Quindi, sollevate le spalle da terra contraendo l’addome e tornate alla posizione di partenza.
Esercizio 7, coricatevi sul pavimento con le gambe leggermente divaricate. Quindi, alzate il busto poggiando i gomiti a terra. Facendo leva sui piedi, sollevate tutto il corpo. Rimanete in questa posizione per 20 secondi e rilasciate.
Esercizio 8, coricatevi a pancia in su tenendo una palla ben ferma fra le gambe. Quindi, portate le mani stese dietro la testa senza piegare i gomiti e sollevate la parte alta del busto e la testa. Tornate alla posizione di partenza. Ripetete l’esercizio 20 volte per tre serie.
Esercizio 9, mettetevi in posizione eretta accanto a un muro o a una sedia. Quindi, poggiate la mano destra al muro mantenendo il braccio morbido. La mano sinistra andrà posta sul fianco sinistro. A questo punto, sollevate la gamba lentamente sinistra e tornate alla posizione di partenza. Questo esercizio sarà ancora più efficace se eseguito con delle cavigliere con i pesi.
Esercizio 10, per finire, mettetevi in posizione eretta con le gambe leggermente divaricate, portate le mani sui fianchi e scendete lateralmente prima a destra, mantenendo il busto dritto, e poi a sinistra.
Per il momento è tutto, per cui non vi rimane a questo punto che cominciare ad eseguire i vostri esercizi per rassodare i fianchi ed avere una pancia piatta.


Come Apparecchiare la Tavola

Pranzo in famiglia
La tovaglia: avete una vastissima scelta.
Dalla tovaglia coloratissima o fiorita, ai pratici servizietti all’americana che oggi sono entrati nella moda corrente.
Risulta essere indispensabile mettere sotto la tovaglia un molettone che preservi il tavolo dalle macchie e dai colpi delle posate e delle stoviglie.

Il tovagliolo: va disposto, piegato sempre alla destra.

Le posate: alla destra del piatto si dispongono il coltello (all’interno la lama rivolta verso il piatto) e il cucchiaio.
A sinistra, la forchetta con le punte volte all’insù.
Le posate da frutta o da dessert si mettono davanti al piatto (vicino a questo la forchetta).

I bicchieri: normalmente se ne mette uno solo, ma se è possibile adottatene due, uno per acqua e uno per vino.

Sulla tavola possono inoltre figurare; la caraffa dell’acqua e la bottiglia del vino, il pane tagliato a fette e disposto a fianco di ciascun commensale, il porta sale e il porta pepe.

”Pranzo con ospiti”: la tavola diventa importante

La tovaglia: la sua scelta in questo caso dipenderà dallo stile della sala da pranzo, da quello dei servizi di piatti e bicchieri e soprattutto dall’importanza del pranzo.

Il piatto: davanti a ciascun commensale si mette un solo piatto, con il tovagliolo nel mezzo o piegato a destra.

Le posate: si mettono soltanto quelle per la prima portata e per il pesce.
Le altre vanno aggiunte di volta in volta, con il cambio del piatto.
Le posate da dessert vanno disposte davanti al piatto (vicino a quest’ultimo la forchetta con le punte a destra e sopra il coltello con la lama a sinistra).
In un pranzo importantissimo vengono presentate invece con i piatti da dessert.

I bicchieri: il numero dei bicchieri aumenta con l’importanza del pranzo.
Al massimo se ne mettono quattro e in questa progressione, da sinistra a destra: in direzione della punta del coltello il bicchiere da acqua, subito a destra, quello del vino rosso, poi quello del vino bianco, e infine la coppa da spumante.

Il pane: tagliato a fettine, si dispone a sinistra del commensale.
Se ne terrà poi dell’altro sul buffet, nell’apposito cestino, che servirà a rimpiazzare quello consumato.

L’acqua: si porta in tavola all’ultimo momento poco prima di iniziare il pranzo.

Il vino: non si dispone mai sulla tavola, ma sul buffet o su un carrello sistemato vicino al padrone di casa che, ha il compito di mescerlo agli ospiti.

Sale e pepe: disposti negli appositi contenitori, possibilmente di cristallo, possono figurare sulla tavola.
Assolutamente proibiti, invece, gli stuzzicadenti.

Il piattino del burro: si usa solo nei pranzi di grande importanza e viene disposto a sinistra dell’ospite con lo speciale coltellino appoggiato con il manico che formi un angolo retto con le forchette.

Come si decora la tavola

Non esistono regole fisse per la decorazione della tavola: tocca alla padrona di casa giocare un po’ con la fantasia.
L’essenziale è che non ricorra a decorazioni troppo elaborate che spesso possono cadere nel cattivo gusto.
I fiori sono l’elemento preferito: vanno tagliati a gambo corto e disposti in apposite vaschette basse, in modo che non impediscano la vista dei commensali che stanno di fronte.
Risulta essere bene evitare fiori troppo profumati che possano dar noia agli ospiti.
Per la decorazione vi diamo qualche suggerimento: un cesto centrale di frutta o di verdura diverse, particolarmente allegre e festose, un ricco centrotavola o segnaposti in porcellana di bellissima fattura, che danno immancabilmente un tono raffinato alla tavola.

La disposizione dei posti

La padrona di casa e il marito siedono di fronte, ai due capi della tavola o al centro di uno dei due lati più lunghi.
Alla destra della padrona di casa siede l’ospite maschile di maggior riguardo, alla sua sinistra, quello giudicato al secondo posto come importanza.
Alla destra del padrone di casa siede la signora di maggior riguardo, alla sinistra la signora che viene in secondo grado, come importanza.
Gli altri commensali si sistemano via via secondo la loro importanza ed età in modo che quelli di minore riguardo si trovino più distanti dai padroni di casa.
Se appena è possibile conviene alternare un uomo e una donna.

A chi si dà la precedenza nel servizio

Si serve per prima la signora di maggior riguardo, quindi la padrona di casa, poi le altre signore presenti e infine le signorine.
Si passa poi agli ospiti maschili cominciando con quello più importante; il padrone di casa viene sempre servito per ultimo.
Se tra le signore non ce n’è una di particolare riguardo, ma le invitate sono tutte della stessa condizione sociale, si comincia a servire quella più anziana.
Oppure le varie portate si presentano, a turno, a una diversa signora, in modo che ciascuna invitata sia per una volta la prima ad essere servita.

Come si servono le vivande

Il piatto di servizio si porge sempre alla sinistra del commensale, poiché solo in questo modo l’ospite avrà maggior libertà di movimento della mano destra e potrà quindi servirsi con più facilità.
La prima portata a differenza delle altre (minestra, consommé, risotto, pasta asciutta) viene servita direttamente nella fondina o nella tazza da brodo.
E’ molto importante che la disposizione dei cibi nei piatti di portata sia razionale ed ordinata per permettere al commensale di servirsi senza difficoltà.
La carne va quindi disposta con le fette leggermente sovrapposte le une alle altre, mentre il pesce va presentato all’ospite con la testa a sinistra e la coda a destra: il commensale dovrà poter infilare con facilità le posate sotto il dorso del pesce e sollevarlo dal piatto.
Il vino e l’acqua si servono sempre alla destra dell’ospite.
Il dessert va presentato alla fine del pranzo, dopo che la tavola sarà stata liberata dai residui di pane (che vengono raccolti con un cucchiaio), dalle posate e dai bicchieri che non servono più.
Con il dessert si distribuiscono le relative posate, i vini dolci e il piatto da frutta con sopra una bacinella lavadita (d’argento o di cristallo) piena d’acqua che il commensale stesso penserà a disporre a lato.
Caffè e liquori generalmente non si servono a tavola, ma dopo che gli ospiti si sono trasferiti in salotto.

Come si cambiano piatti e posate

Non appena il commensale avrà adagiato le posate nel piatto (con ciò vorrà indicare che ha finito di mangiare) la domestica stando in piedi dietro la sedia, con il piatto, la forchetta e il coltello alla mano sinistra solleverà, con la destra, il piatto sporco e allungherà contemporaneamente a sinistra il piatto pulito con la forchetta che lascerà scivolare a sinistra del piatto.
A questo punto si troverà con il piatto sporco nella mano destra e il coltello pulito nella mano sinistra; facendo un rapido scambio di mano passerà il coltello in quella destra e lo appoggerà accanto al piatto del commensale.
I piatti per le pietanze calde andrebbero generalmente riscaldati.

Il pranzo senza cameriera

Risulta essere un problema abbastanza complicato da risolvere, soprattutto se gli invitati sono numerosi e di un certo riguardo.
Tuttavia non è insolubile.
Risulta essere soprattutto questione di sapersi organizzare e di preparare in anticipo tutti quei cibi che possono essere serviti freddi o che si possono scaldare al momento, senza essere danneggiati da questa preparazione anticipata.
Il successo del vostro pranzo (che dovrà risolversi per voi in continui andirivieni dalla cucina e in continue “manovre” per alzarsi e sedersi che creerebbero un certo scompiglio a tavola e un certo imbarazzo tra gli ospiti) dipenderà anche da una scelta intelligente del menù; date quindi la preferenza a piatti poco elaborati, evitando di “sperimentare” ricette che non avete provato, calcolando esattamente i tempi di cottura dei cibi, per non trovarvi al momento del pranzo con un arrosto ancora crudo o un pollo troppo cotto.
Non tentate di servire un pranzo che superi le tre portate: un primo piuttosto sostanzioso (un gratin, uno sformato, ecc.), un buon arrosto (carne, pollo, selvaggina) con due contorni, un dessert preparato con un certo anticipo e tenuto in frigorifero fino al momento di servire, comporranno il menù ideale.
Se volete essere meno tradizionaliste potete sostituire il primo piatto caldo con uno freddo, come, ad esempio, un cocktail di scampi o delle conchiglie di pesce in maionese che si possono preparare in anticipo e vi consentono anche una certa scioltezza di servizio.
Se si tratta di un pranzo di grande riguardo e volete inserire, tra la minestra e l’arrosto, un piatto freddo, puntate decisamente su una spuma di tonno o di prosciutto o su un pasticcio di fegato o di selvaggina che potete preparare fin dal giorno prima.
Per quanto riguarda il servizio a tavola, sarà indispensabile un carrello da tenere al vostro fianco, su cui appoggiare piatti e posate pulite per sostituire quelle sporche, pane e qualche altro “accessorio” indispensabile.
Certo l’ideale sarebbe un carrello scaldavivande, sul quale, all’inizio del pranzo, si possono disporre tutte le pietanze con la certezza di trovarle calde al momento di servirle.
Nel piano inferiore non riscaldato, si potranno posare piatti, pane, ecc.
La frutta troverà posto nel centro della tavola in una bella coppa dalla quale gli ospiti si serviranno direttamente.
Concluso il pranzo, sparecchiate con l’aiuto del carrello: in pochi minuti la vostra tavola sarà perfettamente sgombra.
Voi potete allora andare in salotto con il vassoio del caffè (predisposto in anticipo) e godervi tranquillamente la vostra serata.
Tenete inoltre presente queste regolette fondamentali: non invitate ospiti in numero eccessivo; non strafate; meglio pochi piatti ben riusciti, che molti malfatti; non riducetevi mai all’ultimo momento ed evitate nel modo più assoluto di fare di più di quanto la vostra attrezzatura di cucina e di tavola vi consente.


Carboidrati a Cena e Dieta

Quando si è a dieta sorge il dubbio se consumare o meno i carboidrati a cena fa ingrassare. Chiariamo qualche dubbio in merito.

Per prima cosa cerchiamo di capire dove si trovano i carboidrati. Si trovano in una moltitudine di alimenti come pane, cereali, verdure, frutta e anche latticini.

Normalmente una dieta ipocalorica equilibrata prevede il consumo di carboidrati in modo ridotto, anche a cena, l’importante è rispettare le quantità prescritte durante l’arco della giornata.

Risulta essere vero che il consumo di carboidrati rallenta leggermente il dimagrimento perchè tendono a trattenere acqua nei tessuti. Di regola si dovrebbero cenare non dopo le 20.00 proprio per permettere al metabolismo di bruciare calorie. Questo meccanismo infatti tende a rallentare in vista del riposo notturno.

Quindi i carboidrati andrebbero consumati soprattutto a colazione e a pranzo, ma integrali per evitare picchi glicemici. I carboidrati amidacei (patate, mais, piselli e zucca per esempio) sono molto calorici. A cena ci si dovrebbe limitare ad una piccola fetta di pane o ad un piccolo panino oppure ad un paio di gallette integrali se si preferisce, da accompagnare a proteine e verdura.

Abbinare i carboidrati alla verdura inoltre serve a rallentare l’assorbimento di zuccheri. Quindi al panino integrale aggiungete insalata o pomodori per esempio, oppure verdura cotta.

In pratica è la quantità eccessiva di carboidrati che si trasforma in grasso, non tanto l’ora in cui vengono consumati. Bisogna tenere conto quindi della quantità di calorie giornaliere previste e comunque limitarle alla sera consumando un pasto povero, ma semplicemente perchè, come ho detto prima, il metabolismo tende a rallentare.

Idealmente durante la giornata dovrebbero essere consumate due porzioni di frutta, come spuntino e merenda per esempio, e tre porzioni di verdure amidacee o cereali integrali.

Tenete presente infine che una porzione carboidrati equivale a mezza tazza di riso o pasta cotta, a una fetta di pane oppure a una tazza di cereali o ancora ad una patata piccola.


Zucchero o Miele nelle Diete – Come Scegliere

Lo zucchero semolato classico apporta per 100 gr circa 387 calorie, ma si tratta di calorie vuote nel senso che non apportano nutrienti essenziali. Il 100% dei carboidrati contenuto nello zucchero semolato inoltre è costituito da saccarosio.

Il miele apporta per 100 gr circa 304 calorie, contiene 1,5 % di saccarosio mentre la parte restante è costituita da fruttosio e glucosio che, non essendo legati insieme, fanno sì che il miele venga digerito in modo diverso dallo zucchero.

Il miele contiene anche vitamine, in particolare la vitamina C e minerali. Dal punto di vista nutrizionale è quindi meglio consumare miele che zucchero.

Tuttavia questo vale soprattutto per lo sportivo che ha bisogno di energia immediata, ma chi è a dieta deve comunque limitarsi ad un cucchiaino di miele al posto dello zucchero perchè comunque molto calorico. Scegliere miele al posto dello zucchero significa anche consumarne meno in quanto ha un potere dolcificante maggiore rispetto a quest’ultimo.

Bisogna dire cheil consumo di una quantità così limitata fornisce nutrienti essenziali in quantità irrisoria. Mangiando una mela ad esempio si assumerebbero più vitamine e minerali che consumando un cucchiaino di miele.

Il miele crudo in particolare non avendo subito un processo di lavorazione mantiene inalterate le sue qualità nutrizionali ed in oltre contiene dei particolari tipi di carboidrati, gli oligosaccaridi, che apportano benefici all’organismo abbassando la glicemia e i livelli di colesterolo nel sangue, aiutando quindi coloro che soffrono di diabete.


Come Fare la Voltura Enel

La voltura Enel è l’operazione con cui è possibile cambiare il nominativo del titolare del contratto per la fornitura del servizio di energia elettrica.

Con questa procedura la fornitura non viene interrotta, semplicemente cambia l’intestatario, cioè la persona che paga la bolletta.

La voltura deve quindi essere distinta dalla disdetta, che serve per interrompere la fornitura quando questa non è più necessaria.
Per questa seconda procedura è necessario seguire questa guida sulla disdetta Enel pubblicata su questo sito.

Vediamo come fare la voltura Enel.
Per effettuare l’operazione bisogna andare nel Punto Enel più vicino o chiamare il numero verde 800 900 800 da telefono fisso.
Se si chiama da cellualre bisogna invece utilizzare il numero 199 50 50 55 che è a pagamento.

Prima di chiamare o di andare nel Punto Enel, è però necessario avere a disposizione alcuni dati e documenti.

I dati richiesti sono i seguenti.
Numero cliente, che è presente sulla bolletta, in alto a destra.
Titolo abitativo che attesti la proprietà dell’immobile.
Dati personali del nuovo intestatario, come nome, cognome, codice fiscale e recapito telefonico.
Lettura dal contatore.
Indirizzo di recapito delle bollette.
Potenza e tensione richiesta.
Indirizzo di recapito del vecchio cliente per l’ultima bolletta di chiusura.

I documenti richiesti sono invece i seguenti.
Documento che contiene una dichiarazione di regolare possesso dell’immobile per il quale si richiede la fornitura.
Autocertificazione di residenza, se la persona ha la residenza nell’abitazione per cui si richiede la fornitura.
Copia di un documento di identità valido del nuovo intestatario.

Una volta che si hanno tutti questi dati e documenti a disposizione, è possibile avviare la procedura per la voltura.